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Di seguito pubblichiamo i documenti con le tariffe

della palestra comunale di Bagolino e il modello per la richiesta di utilizzo per la stagione sportiva 2018-2019

 

per informazioni contattare:

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. Modulo richiesta

. Tariffe 2018 / 2019

.Calendario orari disponibilità Palestra

                                

Finale campionato CSI cat. Top Junior 2011-2012,

2° Posto e qualificazione alle fasi regionali!


 

Un grosso in bocca al lupo alle ragazze per la fase regionale e un doveroso ringraziamento per tutto ciò che hanno fatto durante questo anno!

Un ringraziamento va anche ai sostenitori che hanno seguito la squadra in questo cammino e alla finale!

 

Grazie a tutti!

 

Organigramma

Scritto da Pubblicato in La Società

Presidente: Bordiga Simone

Vice presidente: Pelizzari Davide

Amministratore: Scalvini Daniele

Segretario: Carè Angela

Consiglieri: Melzani Veronica, Cosi Riccardo, Melzani Massimiliano, Melzani Gianfranco, Alamia Giuseppe, Pelizzari Gianfausto, Zanetti Sergio, Schivalocchi Corrado, Salvadori Lorenzo, Morandi Davide, Fusi Greta, Foglio Alessandro.

Regolamento

Scritto da Pubblicato in Green volley

1) Partecipazione: le squadre per qualunque categoria saranno composte da tre persone sempre in campo; per la categoria misto è obbligatorio che sia presente in campo almeno un partecipante di sesso opposto agli altri due componenti; (un maschio e due femmine o viceversa). Un partecipante può iscriversi a più categorie (es. partecipante maschio/femmina iscritto nella categoria maschile/femminile, si può iscrivere anche nella categoria misto) ma nel caso in cui, per obblighi di calendario, debba partecipare contemporaneamente a più categorie, è obbligato a giocare solo in una delle stesse a sua scelta, in quanto non si accettano spostamenti o ritardi di gara. (Quindi conviene, nel caso sopra riportato, che gareggi in entrambe le categorie solo come quarto o quinto componente della squadra in modo tale da aver sempre almeno tre componenti liberi per partecipare alle gare). Ogni squadra è tenuta a portare un pallone.

2) Regole di gioco: sono valide le normali regole di gioco del 6 contro 6 dei campionati F.I.P.A.V. tranne che per il numero delle sostituzioni che in ogni set è illimitato.

3) Formula e Svolgimento: il torneo si svolgerà secondo una formula a gironi che verrà stabilita dalla società organizzatrice in base al numero delle iscrizioni pervenute. La durata degli incontri sarà di 2 set vinti con sistema rally-point (15 pt. Max secco) ed eventuale terzo set ai 15 pt. (Secco!). Gli incontri si svolgeranno su campi di 7.5 X 7.5 mt.

Altezza della rete distinta per categorie:

maschile 2.43 mt; femminile 2.24 mt; misto 2.35 mt. Le gare inizieranno alle 9.30 di sabato e di domenica per terminare entro le ore 19.30 (comunque fino al completamento degli incontri in programma). La squadra che, dopo la terza chiamata in campo (indicativamente 10 min), a partire dalla comunicazione ufficiale di inizio incontro, non si presenterà in campo verrà data sconfitta per forfait con un punteggio di 2-0 (15-0; 15-0).

4) Arbitri e segnapunti: il servizio di arbitraggio e di segnapunti verrà svolto, girone per girone, dalle squadre partecipanti allo stesso, non impegnate in incontri, secondo il calendario fornito dalla società organizzatrice. Nel caso in cui una squadra designata a svolgere il servizio di arbitraggio e di segnapunti, non si presentasse al terreno di gioco, verrà penalizzata in classifica di 2 pt. L’arbitraggio delle partite di semifinali e finali verrà svolto da un membro della società organizzatrice.

5) Responsabilità: la società organizzatrice declina qualsiasi responsabilità per danni e/o infortuni causati prima, durante o al termine della manifestazione ad atleti, terzi o cose di atleti e terzi. Il responsabile di ogni squadra è tenuto a portare a conoscenza dei propri partecipanti il presente regolamento e dichiara, mediante l’iscrizione al torneo, di accettare in toto il regolamento sopra esposto. I partecipanti, con l’assenso all’inserimento del proprio nominativo nell’elenco degli iscritti al torneo, controfirmato dal responsabile della squadra, accettano in pieno il presente regolamento e autorizzano la società organizzatrice alla gestione dei dati personali al solo uso interno del torneo ai sensi della legge 675 in maniera di privacy.

6) Sospensione o Annullamento del torneo: in caso di pioggia, di condizioni meteo avverse, o di eventi da noi indipendenti che causeranno la sospensione o l’annullamento del torneo, la quota d’iscrizione non verrà restituita.

7) Per la giornata di sabato: i calendari/referti con gli orari sono apposti sui rispettivi campi. Sarà compito dell’organizzazione ritirare i referti. Nella giornata di domenica le squadre saranno chiamate.

8) L’età minima per partecipare è di 16 anni ed in ogni squadra deve essere presente almeno un maggiorenne.

 

N.B.: Non sono ammesse sostanze dopanti ad eccezione della birra…!!!

Chi siamo

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La società sportiva bagolino nasce nel 1975.

Volley

Pubblicato in Volley

Volley 2012

Calcio

Scritto da Pubblicato in Calcio

"Sono passati quattro anni da quella sera che il Direttivo della Società Sportiva approvò, sapendo di incontrare enormi difficoltà ed in­cognite, la partecipazione al torneo regionale trentino di ter­za categoria. Ora ci rendiamo conto che quella fu una decisione giusta. Alla ricerca di aiuti finanziari e della disponibilità del terre­no su cui giocare, iniziò l'avventura dilettantistica. La Società Calcio Darzo ci offrì il suo campo e ci indicò co­me muovere i primi passi in seno alla F.I.G.C. della Provin­cia Trentina. Un anno per imparare a volare con le proprie ali ed eccoci pronti con una giovane squadra a disputare il secondo anno in terza categoria. Un vantaggioso abbinamento con la Cassa Rurale di DARZO e LODRONE ci permise, e continua tuttora, di sostenere gran parte delle spese sempre gravose per il sodalizio Bagosso. Nel frattempo un progetto sta prendendo forma: la realizza­zione di un impianto sportivo con annessi spogliatoi e tribu­ne in località Pineta. Brillante 4° posto al terzo anno di permanenza nel campio­nato trentino e riconferma della validità tecnica della squadra con un brillante 2° posto l'anno seguente. Quest'anno abbiamo terminato il campionato al 4° posto. Il campo è stato avviato ed è in procinto di essere ultimato; questa squadra, che sta raccogliendo continui consensi di interesse pubblico, continuerà a giocare fuori paese non per molto, e non lontano sarà una meritatissima promozione alla categoria superiore. Di questo ne siamo convinti tutti: gioca­tori, tecnici, dirigenti ed appassionati."

Questo era quello che si diceva nel lontano 1979 in un numero del mitico giornale mensile della Società Sportiva Bagolino: AGENDA SPORT. In questi anni sono stati fatti molti passi avanti, come sappiamo tutti il campo è stato realizzato, e grazie alla gestione scrupolosa e a volte criticata ingiustamente della S.S.D. Bagolino è tutt’ora in ottime condizioni. Nel frattempo è stato sviluppato il settore giovanile, che ha permesso a TUTTI, MA PRORPIO TUTTI i bambini di Bagolino di praticare uno sport tanto bello quale il calcio. I risultati della prima squadra sono stati altalenanti portando al direttivo gioie e dispiaceri.

Bagolino e dintorni

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Bagolino e dintorni

Il carnevale

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Il Carnevale di Bagolino[1], con la sua variante nella frazione di Ponte Caffaro, è invece una tradizione nota in tutta Europa ed ha origini molto antiche databili attorno al XVI secolo. Si svolge il lunedì e il martedì prima delle Ceneri ed è composto da due figure: i “balarì” (ballerini) e i “màscher” (maschere).

I “balarì”, solo uomini e in numero pari (oggi se ne contano circa 120), si esibiscono per le vie del paese accompagnati da un gruppo di suonatori ed eseguono danze molto antiche, ricche di gestualità ed eseguite per lo più su due file parallele, in omaggio a parenti, mogli, fidanzate o amici. Il costume, di colore scuro, è composto da giacca e pantaloni al ginocchio. Sulla giacca viene cucita della passamaneria di diversi colori ed è completata da una fascia con coccarda sul braccio sinistro e da uno scialle in seta colorata che ricade sulla schiena creando, durante i balli, effetti molto particolari. La maschera, di tela e realizzata a mano con antichi stampi, è bianca e su di essa è dipinta una mascherina nera che ricopre solo la parte superiore del volto, mentre le labbra sono accentuate con il colore rosso. Il cappello, la parte più elaborata e preziosa è interamente rivestito di una fettuccia di lana o cotone di colore rosso, che viene arricciata e completata, nella parte sinistra, con un fiocco composto da nastri di seta multicolore. Su di esso vengono cuciti gioielli in oro che ogni ballerino si procura da parenti e amici. 

 

Le musiche che accompagnano le danze sono circa venticinque e gli strumenti utilizzati sono la chitarra, il violino e il basso.

I “màscher” rappresentano il mondo contadino e si presentano come figure dispettose che scherzano, rincorrono i passanti e fanno allusioni di carattere erotico-sessuale. I costumi sono gli abiti tipici del contadino tradizionale, con zoccoli chiodati che producono un rumore caratteristico. La maschera permette di non farsi riconoscere e la voce viene camuffata assumendo un tono e una cadenza comune a tutti i “màscher”; saper “fare la voce da maschèr” è un’arte vera e propria imparata fin da bambini.

   

 

 



[1] N. Richiedei, G. Biati, L’antico rito valligiano del carnevale, in Vallesabbia: l’ambiente, le vicende storiche, i segni dell’arte e del lavoro dei venticinque comuni della Valle, Comunità Montana di Valle Sabbia, ed. Ramperto, Brescia, 1989, p.304-307. Per un ulteriore approfondimento sul carnevale di Bagolino cfr. S. Re, I giorni del carnevale. La grande festa di Bagolino e Ponte Caffaro, ed. Brixia, Brescia, 1994.

 

Bagolino

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Bagolino è senza dubbio il più caratteristico paese della Valle Sabbia; si trova ad 800 m. di altitudine e conta circa  3400 abitanti. La popolazione vive in un ambiente alpestre ed austero, ricco di serenità e pace; la operosità dei  Bagossi (così sono chiamati gli abitanti dall’800) ha fatto sì che sorgessero molte piccole attività produttive per la lavorazione del  ferro, del legno e del peltro, fino ad arrivare allo sfruttamento dell’acqua con un impianto di imbottigliamento. Prodotto caratteristico della zona è il formaggio “Bagoss”, mentre nelle limpide acque del Caffaro si può pescare la pregiata trota “Fario” dalla squisita carne rosata. Numerose sono le possibilità di passeggiate ed escursioni fino ad altitudini di 3000 m. circa. Abbondante e pregiata la flora alpina: dal rododendro alla stella alpina, dalla “Campanula Ranieri” alla “Pianella della Madonna”. Il paese è luogo di soggiorno estivo e punto di partenza per gli impianti sciistici del Maniva e del Gaver. Bagolino vanta una nobile storia caratterizzata dal fatto che in tutto il lungo corso dei secoli seppe mantenersi in condizione di quasi totale indipendenza. Non risulta essere molto documentata l’origine del paese, ma si suppone  sia dovuta ad una questione di viabilità. In tutta l’epoca romana e nell’alto medioevo per andare da Brescia a  Trento dopo aver percorso la valle del Chiese, giunti al Pian d’Oneda, che era una palude impraticabile,  si era costretti a risalire nella valle del Caffaro, a trovare un passaggio sicuro sul fiume per tornare poi nella valle delle Giudicarie e proseguire il viaggio. Nel 6 a.C. Augusto fa costruire la strada che da Bagolino attraverso il passo del Crocedomìni (Croce del dominio e non Croce del Signore) scende a Breno con lo scopo di debellare i Camuni e così nella isolata valle del Caffaro sorge un trivio (Brescia- Trento- Breno). Subito i romani collocano una stalla per il cambio dei cavalli, un maniscalco, una taverna, ed essendo molto superstiziosi, un tempietto contro il malocchio o le fatture delle streghe e nasce “Pagulinus”- piccolissimo villaggio. Il primo nucleo di una certa importanza sorgerà solo  intorno all’anno 1000 quando alcune famiglie delle giudicarie (35 in tutto) si sposteranno per uscire dal controllo dei Lodron e fondare una “vicinia”( insieme di “vicini” famiglie libere con proprie leggi e statuti). Inizierà una lunga e difficile lotta per i “Bagolini” per  raggiungere una sicurezza economica in grado di mantenerli non solo liberi politicamente, ma competitivi e autosufficienti. La lavorazione del ferro, esportato sotto forma di “pani” (lingotti) in tutta Europa, fu l’entrata maggiore per il paese seguita poi dalle “grassine” (prodotti caseari) che coprivano un terzo della quantità che Brescia mandava alla Serenissima. Per avere ancora maggior autonomia Bagolino sceglie di restare, politicamente  con la Repubblica di Venezia che gli  aveva concesso non pochi privilegi vista la sua posizione geografica e la sua ricchezza economica, ma ecclesiasticamente si mantiene sotto la giurisdizione del principe –vescovo di Trento. Nel  1472 vengono stampati gli statuti di Bagolino e nello stesso anno il doge Nicolò Tron concede un marchio di garanzia per il ferro prodotto della “città in montagna” . Come numero di abitanti nella provincia di Brescia Bagolino veniva dopo la città e Chiari, nella provincia di Trento subito dopo il capoluogo. Nel corso dei secoli ci furono sempre scontri con la potente famiglia dei conti Lodron che rivendicava diritti sul paese, ma tranne due brevi periodi nel XV e XVI secolo Bagolino mantenne la sua autonomia. Un colpo fatale per il ricco borgo fu dato dal terribile incendio avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 ottobre 1779, ma la perdita della libertà e l’inizio di un lento declino fu portato da Napoleone con l’abbattimento della Repubblica veneta, unica garante della nostra autonomia. A testimonianza del glorioso passato della “Città in montagna” restano le numerose opere d’arte che ne arricchiscono le chiese. La chiesa di S. Rocco è adornata da un ciclo di affreschi  dei Da Cemmo (Pasoto e il figlio Giovanni Pietro) datato 1483 -1486, pregevolissima opera a cavallo tra il gotico internazionale e il rinascimento, rara testimonianza della pittura lombarda di quell’epoca. Il duomo di S. Giorgio ( terzo edificio per grandezza nella provincia bresciana) è non solo l’edificio religioso del paese, ma l’emblema dell’ autonomia e della passata ricchezza di Bagolino scrigno di numerose opere d’arte di alto livello. L’architetto fu Giovan Battista Lantana, lo stesso del duomo nuovo di Brescia e le pareti furono affrescate tra il 1647 e il 1652 da valenti pittori: per le quadrature Tommaso Sandrini e Ottavio Viviani (caposcuola della quadratura bresciana del XVII secolo) e per le figure: Palma il Giovane, Camillo Rama e il Lucchese. Tra gli altari lignei di pregevole fattura del XVII secolo vi sono opere di Giacomo Faustini, Baldassar Vecchi di Ala di Trento e Pietro Bonomi di Avenone. Le tele portano prestigiose firme: il Tiziano, il Tintoretto, il Torbido, il Barbello, il Lucchese, il Gandino , il Celesti, Martino da Gavardo  e il Rama, tutti pittori quotati e di diverse scuole che provano i numerosi contatti culturali che Bagolino aveva grazie ai suoi commerci. Famoso e pittoresco è il “Carnevale Bagosso”che inizia subito dopo la Epifania per concludersi alla grande nei due giorni prima del mercoledì delle Ceneri. In realtà il carnevale è composto da due manifestazioni diverse: i “mascher” e i “balarì”. Il carnevale dei mascher è il più antico e si perde nelle feste “saturnali” dei romani, riti  propiziatori  legati alla terra; quello dei balarì, più recente (le prime notizie risalgono al 1520), è rappresentato da danze che vengono eseguite per le vie del paese (solo gli ultimi due giorni) da un gruppo di suonatori e ballerini in costume ricco e nobile. Tale gruppo esiste solo in funzione del carnevale, il complesso delle musiche (24) e delle danze costituisce un fenomeno unico in Italia. L’elemento più caratteristico è il copricapo costituito da un cappello di feltro sul quale vengono cuciti metri di nastro color rosso e adornato poi da nastri di diversi colori per formare un “fiocco” e da gioielli di ogni genere, normalmente presi in prestito da famiglie amiche.

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